IL SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA

Insieme al Battesimo e alla Confermazione, l’EUCARISTIA è uno dei 3 Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana e uno dei 3 Sacramenti ripetibili insieme a Riconciliazione e Unzione degli Infermi. Quello che vediamo quando ci raduniamo per celebrare la Messa ci fa già intuire che cosa viviamo. Al centro si trova l’altare, una mensa ricoperta da una tovaglia. Questo ci fa pensare ad un banchetto. Sulla mensa c’è una croce ad indicare che su quell’altare si offre il sacrificio di Cristo: è Lui il cibo che lì si riceve sotto i segni del pane e del vino. Accanto c’è l’ambone, il luogo da cui si proclama la Parola di Dio: lì ci si raduna per ascoltare il Signore che parla nelle Sacre Scritture e il cibo che si riceve è anche la sua Parola. Parola e Pane nella Messa diventano un tutt’uno, come nell’Ultima Cena, quando tutte le parole di Gesù, tutti i segni che aveva fatto, si condensarono nel gesto di spezzare il pane e di offrire il calice, anticipo del sacrificio della croce, e in quelle parole: “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo … Prendete, bevete, questo è il mio sangue”.
Il gesto di Gesù compiuto nell’Ultima Cena è l’estremo ringraziamento al Padre per il suo amore, per la sua misericordia. “Ringraziamento” in greco si dice “Eucaristia”. Per questo il Sacramento si chiama Eucaristia: è il supremo ringraziamento al Padre, che ci ha amato tanto da darci il suo Figlio per amore. Ecco perché il termine Eucaristia riassume tutto quel gesto, che è gesto di Dio e dell’uomo insieme, gesto di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Dunque, la celebrazione eucaristica è ben più di un semplice banchetto: è proprio il MEMORIALE della Pasqua di Gesù, il mistero centrale della salvezza. «Memoriale» non è solo un ricordo, ma vuol dire che ogni volta che celebriamo questo Sacramento partecipiamo al mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Il Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa infatti su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo di relazionarci con Lui e con i fratelli. È per questo che comunemente, quando ci si accosta a questo Sacramento, si dice di «ricevere la Comunione», di «fare la Comunione».
Non finiremo mai di coglierne tutto il valore e la ricchezza. Chiediamogli allora che questo Sacramento possa continuare a mantenere viva nella Chiesa la sua presenza e a plasmare le nostre comunità nella carità e nella comunione, secondo il cuore del Padre.