Il calendario degli adempimenti per il rinnovo dei Consigli

Domenica 13 Ottobre:Presentazione delle liste

Domenica 20 Ottobre: Elezioni

Entro Domenica 10 Novembre:Costituzione del nuovo Consiglio Pastorale

Domenica 10 Novembre: Presentazione alla Comunità dei nuovi Consigli:

 

  1. Ma è davvero possibile consigliare nella Chiesa?

Quanta gioia, quanta formazione ecclesiale nella partecipazione ai Consigli! Ma anche quante frustrazioni, esitazioni, paure bloccano l’assunzione di responsabilità nelle nostre Comunità!

Molti potrebbero essere i motivi di turbamento e di sfiducia che rendono rassegnati i cristiani; e lungo ci appare il cammino per un rinnovamento evangelico della Chiesa e delle nostre Comunità. Dobbiamo, quindi, accettare, con pazienza, di «lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione di risultati immediati».

Molti cristiani, poi, – forse anche alcuni, che già hanno fatto parte dei Consigli da rinnovare – sono scoraggiati dalle incomprensioni e dalla conflittualità, che si sperimentano nelle nostre assemblee.

Altri battezzati, ancora, potranno dire che non si sentono all’altezza di essere eletti e di assumersi una responsabilità nei Consigli.

Troviamo l’occasione per parlarne tra i consiglieri uscenti per fare una semplice verifica che diventi anche concreta proposta rivolta ad altri. Facciamo passare il cammino fatto in questi quattro anni e domandiamoci:

  • Quali argomenti abbiamo trattato?Quali decisioni abbiamo preso?
  • Che cosa consegniamo come invito e suggerimento al nuovo Consiglio Pastorale?
  1. Perché proprio io? Come posso partecipare?

Forse, nelle nostre Comunità ci si sente spesso “controparte” e “voce fuori dal coro”, invece di sentirci tutti dediti con passione e generosità alla vita e alla crescita di una Comunità. È ancora Papa Francesco, in Evangelii Gaudium,a ricordarci quattro punti di stile con cui consigliare. “Il tempo è superiore allo spazio”; “l’unità prevale sul conflitto”; “la realtà è più importante dell’idea”; “il tutto è superiore alla parte”. Questo stile orientato al bene comune e alla pace rasserena e incoraggia.

In questo cammino di evangelizzazione, infine, nessuna Comunità è sola. Ogni Comunità, infatti, sa di essere inserita dentro un cammino diocesano e di Chiesa universale, che ci impedisce di cadere nella lamentela e nel campanilismo.

Che cosa è affidato ai Consigli Pastorali?

Ai Consigli Pastoraliè affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore viva del rapporto con il Signore. Che sia una comunità che nasce dall’Eucaristia, che ascolta la Parola e che vive un clima di preghiera fedele e fiduciosa, nella persuasione che senza il Signore non possiamo fare nulla.

Inoltre, è affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore sia il contesto in cui ciascuno riconosce che la sua vita è una grazia, una vocazione, una missione. In particolare che l’Oratorio e la pastorale giovanile siano scuola di preghiera e percorso vocazionale accompagnati con sapienza e autorevolezza da adulti che si pensano come Comunità educante.

Infine, è affidata la cura che la comunità dei discepoli del Signore sia presente, nel contesto in cui vive, come il sale della terra, la luce del mondo, il lievito che fa fermentare tutta la pasta.  Con la creatività che la carità, la cultura, le feste e il buon vicinato ne siano segni semplici e luminosi.

Sono i passi, oltre quelli decisi da ogni singola Comunità, su cui si sofferma la Visita Pastorale, che il nostro Arcivescovo sta compiendo.

Ai Consigli per gli Affari Economiciè chiesto sempre più, nella attuale situazione economica delle nostre Comunità, di far prevalere il «bene comune» della Comunità pastorale anche nella gestione dei beni economici. Dovremmo gradualmente superare il tempo, in cui ogni comunità parrocchiale – pur sapendosi inserita in una comunità pastorale – gestisca in modo strettamente privatistico i propri beni economici.