«Cresce lungo il cammino il suo vigore»

Una Chiesa in cammino, che non teme di riformarsi e leggere i segni dei tempi per una testimonianza che si fa gioia e speranza per gli uomini di oggi. La prima Lettera pastorale dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, è già a disposizione per la riflessione di tutti, credenti e persone di buona volontà. (Richiederla in sacrestia dopo le Ss. Messe).

Per una Chiesa dalle genti.
L’Arcivescovo richiama il cammino fin qui svolto in occasione del Sinodo «Chiesa dalle genti», che si concluderà il 3 novembre. Affronta il tema della ricchezza anche ecclesiale che nasce dal dialogo di popoli e persone presenti a Milano e in Diocesi: «La Chiesa si riconosce “dalle genti” non solo perché prende coscienza della mobilità umana, ma, in primo luogo, perché, docile allo Spirito, sperimenta che non si dà cammino del Popolo di Dio verso il monte dell’alleanza piena se non dove, nel camminare insieme verso la medesima mèta, si apprende a camminare gli uni verso gli altri. L’incontro, l’ascolto, la condivisione permettono di valorizzare le differenze, lo specifico di ciascuno, impongono di riconoscere i doni ricevuti dalla tradizione di ciascuno».
Mettendo da parte paure, incomprensioni e muri che oggi sembrano prevalere nel dibattito pubblico: «Non si può immaginare perciò che il popolo in cammino viva di nostalgia e si ammali di risentimento e di rivendicazioni, perché proprio per questo si è deciso il pellegrinaggio, per uscire da una terra straniera e da una condizione di schiavitù». Perciò «ci facciamo compagni di cammino di fratelli e sorelle che incontriamo ogni giorno nella vita; uomini e donne in ricerca, che non si accontentano dell’immediato e della superficie delle cose».In questo contesto i cristiani si devono porre con la «predisposizione degli animi», che «significa la disponibilità a percorsi di riflessione, preghiera, iniziative e significa rinnovata docilità al vento amico dello Spirito che spinge al largo, cioè all’audacia e alla fortezza, alla pazienza e alla sapienza per delineare i tratti della Chiesa cattolica».

Giovani che non si scoraggiano.
Un’attenzione particolare l’Arcivescovo la dedica ai giovani, nell’anno nel quale si celebra il Sinodo dei vescovi voluto da papa Francesco: «È tempo, io credo, di superare quel senso di impotenza e di scoraggiamento, quello smarrimento e quello scetticismo che sembrano paralizzare gli adulti e convincere molti giovani a fare del tempo della loro giovinezza un tempo perso tra aspettative improbabili, risentimenti amari, trasgressioni capricciose, ambizioni aggressive: come se qualcuno avesse derubato una generazione del suo futuro. La complessità dei problemi e le incertezze delle prospettive occupazionali non bastano a scoraggiare i credenti».
(Pino Nardi, Chiesa di Milano)